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Più di un anno fa una collega mi disse che faceva lo yogurt in casa, senza bisogno di yogurtiera nè di far da balia a dei fermenti (che avevo sempre immaginato come vermetti schifosi).

Mi disse che bastava 1l di latte, una punta di cucchiaino di Yovis (fermenti lattici in polvere, facilmente reperibili in farmacia), un asciugamano e il forno. Il forno sostituiva la yogurtiera: andava acceso a 40°, poi spento. Dentro ci andava la miscela di latte e fermenti, in una ciotola avvolta in un asciugamano o una copertina e lasciato chiuso per 8h.

Col forno non mi è mai venuto granché e ho trovato che fosse meglio un cucchiaino intero (raso) di fermenti, non una puntina.

La mia ricetta definitiva, dopo tanti tentativi, necessita della yogurtiera, di 1l di latte intero fresco e di mezzo barattolino -85g ca- di yogurt greco (io uso il Fage Total). Il latte fresco va portato ad ebollizione per qualche minuto e poi fatto raffreddare finché non diventa tiepido, a quel punto aggiungo lo yogurt, poi filtro tutto per togliere le “pellicine” di latte e metto tutto nei vasetti della yogurtiera. La yogurtiera mantiene una temperatura costante adatta alla fermentazione. 8h di riposo sono il minimo, io spesso sono arrivata a 12-14h e non mi sembra che lo yogurt si inacidisca. In ogni caso dopo un po’ ho cominciato ad andare a occhio. Lo yogurt che ottengo è denso e cremoso: davvero molto piacevole.

Non viene male neanche usando latte scremato e Fage Total 0%. Meno calorico e meno cremoso, ma può essere un buon compromesso.

 

Come yogurtiera ho questa. L'unica cosa che fa è mantenere la temperatura. Sarebbe utile un timer con autospengimento...

Come yogurtiera ho questa. L’unica cosa che fa è mantenere la temperatura. Sarebbe utile un timer con autospengimento…

Invece mi ha sempre delusa ogni tentativo di usare latte a lunga conservazione senza bollirlo: mi è sempre venuto uno yogurt non cattivo ma piuttosto liquidino. Ho provato anche a bollirlo o semplicemente riscaldarlo ma il risultato è uguale. Peccato perché la fase di bollitura/raffreddamento è la più fastidiosa e avevo letto che poteva essere saltata se si usava il latte a lunga conservazione.

Avevo appena trovato la mia ricetta perfetta quando la madre del mio ragazzo mi ha chiesto “vuoi provare del kefir?” e io, pensando di doverlo solo assaggiare, ho accettato… trovandomi in mano i grani (=fermenti) congelati!
Non erano i vermi schifosi che immaginavo (sembrano pezzetti di mollica di pane bagnato o pezzetti di spugna), ma implicano un bel da fare: lo “yogurt” di kefir va fatto ogni giorno, a differenza di quello “normale” che potevo interrompere ogni 7 vasetti.

Mi manca un po’ il mio vecchio yogurt ma sono affascinata dalla quantità di effetti benefici attribuiti al kefir e ormai che sono in ballo, balliamo!