Il 17 agosto 2012 ho acquistato su Groupon un “set make up con 12 pennelli e kit ciglia perfette” di una certa società ARES di Milano. Spese di spedizione incluse. Incluse ma bibliche… Va bene che prima di 20 giorni non facevano partire il pacco, ma dal 17 agosto al 10 ottobre son poco meno di due mesi…

L’assistenza di Groupon ha risposto alle mie email (2, a distanza di 10 giorni) dicendo che avrebbe sollecitato la cosa… Sinceramente ero preparata a un po’ di attesa ma 2 mesi mi sembrano un po’ troppo.

UPDATE: Ieri, 11.10.12, mi sono arrivati finalmente accurate indicazioni. Il mio pacco risulta partito il 10 ottobre (ieri l’altro). Adesso incrocio le dita! Vi aggiornerò su come va.

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Qualche esperienza e commento personale…

GROUPON

Taglio, sciampo, piega a 9€ da Un Diavolo Per Capello (in via Maso di Banco, Firenze)…
In modo un po’ imprudente, ci sono andata il giorno prima della tesi, ma il taglio e la piega erano perfetti. Sono rimasta molto soddisfatta e penso di tornarci, anche se ho paura che, lavorandoci in più persone, non ci sia sempre la ragazza che è capitata la prima volta. voto 10!

Percorso benessere élite x 2 a 25€ all’Hidron (Campi)
A prezzo intero non l’avrei mai fatto (35€ per una sola persona), ma 25€ per due è ragionevole. Il cupon aveva il difetto (espresso nelle specifiche) di non essere valido nei fine settimana perciò prima di riuscire a utilizzarlo mi erano sfuggiti quasi tutti i 6 mesi di validità. Per l’appunto l’ultimo mese sono stati chiusi per dei lavori, ma mi hanno protratto il buono di un mese. Mi è sembrata una soluzione onesta. voto 8

GROUPALIA

Pizza e bibita dai Templari x2 a 9€ (via Ponte alle Mosse Fi). Questa offerta è uscita 2 volte a qualche mese di distanza e l’ho acquistata nuovamente. Un ottimo prezzo per un’ottima pizza… Il posto è carino (anche se non “carino” come “romantico”… è un locale abbastanza grande, atto ad ospitare molte persone, perciò può essere un po’ rumoroso). Il proprietario è calabrese perciò alcuni sapori sono un po’ particolari e l’olio piccante è un po’ più piccate della media. voto 9+

Aperitivo + vino x2 a 7€ da Per Bacco in piazza Santa Croce. Non erano molto attrezzati quanto a cibo… Ci hanno portato dei piattini con qualche oliva all’ascolana, qualche mozzarellina fritta e dei pezzetti di una specie di calzoncino. Tutta roba un po’ secca e fredda, probabilmente surgelata. Quanto al vino non c’è stata data scelta (mentre la proposta diceva “Scegli tra le numerose etichette a tua disposizione”), in compenso però invece di un calice a teste ce ne sono stati portati 2 a testa, un bianco e un rosso entrambi direi (da profana di buon gusto…) buoni. voto 6

3 docce solari a 9€ al Centro abbronzatura Sunlight di Scandicci. Non ho avuto problemi né sono rimasta particolarmente colpita. voto 6

Pizza + bowling x 2 14€ al Crazy Booling (vicino all’Uci Cinema in via Cavallaccio, Firenze). Serata piacevole. La pizzeria è un po’ appartata rispetto al bowling e la pizza non è male. voto 8

Taglio e piega Evolution Center 9€ (zona Gavinana, Firenze). Avendo successivamente trovato un buono per simile servizio più vicino a casa stavo per aspettare e recuperare il credito con Grupalia Care. Ci sono andata proprio l’ultimo giorno disponibile e in realtà sono rimasta molto contenta. Il titolare si è preso veramente a cuore i miei capelli e in effetti il taglio sta reggendo bene anche a distanza di qualche settimana (e dopo la fine della piega). Ho dei capelli alquanto ribelli e l’impresa non era facile. voto 10

Apericena al Music Bar x2 a 6€ (via Baracca 1). Buffet mediamente ricco e piuttosto buono (pasta al sugo, riso freddo, verdure tra cui delle melanzane veramente ottime, qualche crostino e delle frittatine degne di nota e qualcos’altro che non ricordo. Pezzettini di un pandoro dolce al cioccolato per dessert). Però la zona di suo non è bella, il locale era abbastanza vuoto (il ché non è necessariamente un male), la musica promessa dal nome e ricordata anche nel buono del tutto assente (ma anche questo poteva non essere male… spesso c’è musica troppo alta nei locali…) e soprattutto faceva un freddo dell’altro mondo… Forse un guasto? (provato il 10/01/12). voto 5

LET’S BONUS

Pernottamento (con colazione) all’hotel Cube di Ravenna e ingresso valido 2 giorni a Mirabilandia x2 a 49€ a testa (acquisto obbligatorio di 2 biglietti). Albergo nuovo, grande e ben attrezzato. La zona un po’ bruttina. Tutto sommato però siamo rimasti soddisfatti (ho scritto un post più approfondito). voto 7

Sciampo, taglio, balsamo, ristrutturante e piega a 9€ da Polverini in via Colleramole (Impruneta, Firenze). Qui sono rimasta un po’ irritata dal fatto che l’offerta non specificasse che si tratta della Scuola Polverini e vedersi girare intorno studenti che fanno prove stranissime di colori e tagli può rendere la cosa inquietante. Io ci sono stata in un momento particolarmente infelice in cui non avevano ancora un serio lavandino da parrucchiere, né le piastre… Sono stati molto carini ma… La ragazza che mi tagliava i capelli era troppo insicura. Il taglio poi non mi è piaciuto e quando è andata via la piega sono andata a farmi sistemare altrove. Però altre persone che sono andate dopo di me sono rimaste soddisfatte, quindi il giudizio rimane sospeso… voto 4

Come farsi pagare per i contenuti digitali immessi in rete?
Spesso mi trovo a leggere di queste tematiche… per es. nell’articolo Are Voluntary Micropayments a Solution for Digital Content?

Non sapevo di sistemi come Flattr (svedese) Kachingle (americano) che facilitano i micropagamenti volontari per i contenuti più graditi.

Se ho capito bene ogni mese è possibile versare una cifra sul sito e a fine mese questa viene ripartita tra tutti i siti e contenuti che durante il mese l’utente ha segnalto come “graditi”. Qualcosa di un po’ più serio del diffusissimo “mi piace” nato su Facebook.

Pare che in Germania questo sistema funzioni abbastanza, soprattutto tra persone di forte cultura tecnologica e grazie alla sensibilizzazione fatta da un giornale di sinistra, Die Tageszeitung (TAZ).

In Italia non siamo molto avanzati tecnologicamente e non abbiamo la cultura di pagare qualcosa di extra rispetto ai prezzi fissi (penso all’abitudiene alle mance, che non fa assolutamente parte dell’italiano medio). Però l’abitudine di pagare qualcosa tramite internet si sta diffondendo. Nel mio caso personale è stato tutto grazie a Groupon e affini. Dove posso pagare con pay pal, ora che ho visto quanto è semplice, pago senza grandi problemi. Magari anche una piccola donazione… Però ancora non ho del tutto cambiato mentalità e pagare volontariamente per leggere un blog è qualcosa che comincio a prendere in considerazione, ma che non mi verrebbe spontanea…

Chi legge quel che scrivo ora conosce i sistemi di micropagamento e li usa?

 

Dopo la tesi ho un po’ trascurato le avventure nel magico mondo delle fan ficton e ogni volta che torno su EFP trovo qualche interessante novità.

…per esempio il concorso di scrittura che si è recentemente concluso e che porterà alla pubblicazione di una raccolta di storie legate da un filo comune (definito dagli utenti di EFP stessi).

Come prevedibile, certamente per ragioni di copyright, le storie in concorso devono appartenere tutte alla categoria “originali”, cioè non devono essere fan ficton: non devono “rubare” personaggi a storie famose.

Tutte le informazioni sul concorso si trovano su un’apposita pagina di UR editore (“you are Editore”). La casa editrice dichiara:

Per la prima volta in assoluto, pubblicheremo un libro pensato e creato dai ragazzi per i propri coetanei e amici. Storie originali, nate da una passione genuina che non ascoltano le regole di mercato, bensì la voglia di leggere“.

 

 

In autunno il DiGe Group andrà in scena col Capitan Fracassa.
Ma cos’è questa storia? Perché tutti annuiscono quando dico Capitan Fracassa, ma poi – giustamente, per carità, mica è i Promessi Sposi – in realtà nessuno sa di che si parla.

Il Capitan Fracassa è un romanzo di cappa e spada di Théophile Gautier, pubblicato nella seconda metà del 1800 e ambientato nella Francia di Luigi XIII.

Il nostro spettacolo è un adattamento che fonde questo romanzo al film Il Viaggio di Capitan Fracassa (con Massimo Troise, sceneggiatura di Ettore Scola), prendendo più dal film che dal romanzo.

In ogni caso la storia tratta di un giovane barone decaduto, il barone di Sigognac, che si accoda ad una compagnia di attori di strada per raggiungere Parigi, dove spera che il Re lo reintegri nei suoi beni in nome del fatto che il padre del barone salvò il padre del re durante un assedio.

Durante il viaggio, tuttavia, il barone si troverà a sostituire un personaggio, il Capitan Matamoro, che, per accidente, diventerà il Capitan Fracassa, si appassionerà al teatro, si innamorerà e tutto il resto (dovete venire a vederci!)…

Lo spettacolo gioca sulla confusione vita/rappresentazione e… Speriamo venga bene!

Io comunque sono “la timida Isabella” 🙂

Riporto per intero un articolo che Erika, la webministress di EFP ha pubblicato su Facebook.
Non solo sposo l’appello, ma trovo la discussione un interessante sviluppo delle problematiche che ho analizzato nella tesi.

Rischi concreti di problemi e censura, anche per i siti di fanfiction, per delibera AGCOM di prossima approvazione

pubblicata da EFP :: il tuo sito di fanfiction! (ufficiale) il giorno lunedì 27 giugno 2011 alle ore 16.32

Premessa: la fanfiction esiste in violazione del diritto d’autore e di copyright dei legittimi detentori di questi diritti, coloro che creano gli anime, manga, film, libri, videogiochi e quant’altro su cui scrivete fanfiction.

Il problema in sintesi: il 6 Luglio si delibererà sulla protezione del diritto d’autore. Il diritto d’autore in Italia si viene a creare nello stesso momento in cui si crea un’opera, senza firme o depositi di bollini. Chiunque ritenga violato un proprio diritto d’autore potrà rivolgersi all’AGCOM, l’Autorità Garante per le Comunicazioni, che a sua discrezione – senza l’intervento di un tribunale – potrà ordinare la rimozione del contenuto in violazione dei diritti, pena sanzioni di legge.

I punti salienti e importanti sono due:

– la mancanza di un tribunale nel processo che porta alla rimozione dei contenuti. Per contestare un eventuale provvedimento dell’AGCOM ci si potrà sempre rivolgere all’autorità giudiziaria. Coi tempi e i costi della giustizia italiana.

– la delibera parla in generale di diritti d’autore. Potete leggere su Wikipedia l’estensione di ciò che è coperto da diritto d’autore in Italia (http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore_italiano#I_diritti_dell.27autore).

EFP prevede già nel suo disclaimer questo: “I detentori dei diritti di copyright sfruttati nelle fan fiction possono richiedere l’immediata cessazione dell’utilizzo del loro materiale, con una segnalazione adeguatamente supportata da inoltrare ad EFP.”

E’ giusto così: tutti coloro che si sono espressi contro la stesura di fanfiction sulle loro opere sono presenti in una lista del regolamento del sito. Se un autore di libri o di qualsiasi altra opera non vuole che si scrivano fanfiction sulla sua opera, lo si deve rispettare. Sarebbe contro la legge e i principi di correttezza non farlo.

Ma chi sono i potenziali ‘detentori di diritti d’autore’? L’intero pianeta del web, non solo i detentori dei diritti di copyright.

Ci si potrebbe rivolgere all’AGCOM persino per plagio, per fare un unico esempio estremo.

Il problema è che la delibera è così vaga – parlando in generale di diritto d’autore – che non esclude la fattispecie; quando una disposizione non esclude qualcosa, di fatto la permette.

Queste sono considerazioni che sto traendo dopo aver letto personalmente la delibera, che trovate a questo indirizzo: http://www.agcom.it/default.aspx?message=visualizzadocument&DocID=5415. Il paragrafo d’interesse è il 3.5 (provvedimenti a tutela del diritto d’autore).

Questa situazione tuttavia è ripresa in questi giorni da numerosi articoli di blog e giornali, tra cui questo articolo de ‘La Stampa’ che è più chiaro sul processo che intende mettere in atto la delibera dell’AGCOM.

“In sintesi, secondo la delibera Agcom se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore. Che, «se la richiesta apparisse fondata», avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. Cinque giorni per il contraddittorio. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all’Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l’avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l’Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contraddittorio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l’allegato B della delibera, «analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».”

L’articolo parla di contenuti audiovisivi, poiché la delibera è pensata per colpire soprattutto video e file musicali. Di fatto tuttavia è chiara nel parlare solo di ‘diritti d’autore’ generici in molti punti, tra cui quello intitolato ‘adozione del provvedimento di ordine alla rimozione’ e nello stesso titolo del paragrafo della delibera: ‘Provvedimenti a tutela del diritto d’autore.’

L’AGCOM ha poteri enormi. La delibera parla di momenti di verifica in contradditorio con le parti in relazione alla violazione segnalata, ma la decisione finale è sempre dell’AGCOM (secondo una disposizione che si direbbe ispirata a quanto succede negli Stati Uniti, dove però – a leggere la stessa delibera – in casi di contenzioso interviene un giudice).

L’AGCOM può scavalcare un webmaster e dare ordini di rimozione direttamente a chi offre il servizio (piattaforma di blog per esempio o provider come Aruba). Ha anche il potere – nel caso il server del sito web si trovi all’estero – di bloccarne la visione in toto. Sono provvedimenti che vengono indicati nella delibera, per quanto in casi estremi, previo contradditorio e quindi dopo aver tentato un primo contatto con il webmaster.

Cosa sia estremo e in quale momento si esaurisca la necessità di contradditorio sono cose che l’AGCOM si sta riservando di scegliere da sola con questa delibera.

La strada per l’inferno è costellata di buone intenzioni.”

Permettetemi questo detto per chiarire che questa mia non è in alcun modo una presa di posizione politica che vede il ‘male’ nei principi che ispirano il provvedimento. Non sono contraria all’AGCOM in quanto ente e comprendo che ci sia una necessità di regolamentare il panorama internet italiano, dove vi sono casi di violazione di diritto d’autore e copyright che portano a ingiustizie che ad ora trovano una soluzione lenta e difficile.

Il web italiano è un Far West non regolamentato, lo dicono in molti. Questa tuttavia è una delibera – delibera, neppure una legge del parlamento – che sembra dimostrare di conoscere poco il web e tutte le insidie che la stessa delibera andrebbe a creare. Nel migliore dei casi, pur con l’AGCOM intenzionata a non agire in maniera punitiva, la mole di lavoro a cui sarebbe sottoposta potrebbe portarla a decidere in maniera poco accurata in molti casi, avendo essa promesso tempi rapidi per la risoluzione degli stessi.

Per concludere e in estrema sintesi, mi sembra che in tema di diritto d’autore l’AGCOM si stia dando il potere di diventare webmaster della rete italiana, che sia questa la sua intenzione o meno.

Vi invito quindi a firmare le petizioni che chiedono che la delibera sia rinviata e adeguatamente rivista.

http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

Agcom: non censurare internet!

Vi invito inoltre a condividere il link sopracitato su Facebook il più possibile.

Riporto sotto una serie di link sull’argomento che potrebbero aiutarvi ad informarvi ulteriormente, anche in contradditorio.

Se avete altri link da segnalarmi, fatelo nei commenti.

Grazie infinite dell’attenzione prestatami per questo lungo articolo.

Erika, webmistress di EFP

Da alcuni mesi mi sto spesso avvalendo dei gruppi d’acquisto online e devo dire che mi sono sempre trovata bene.
Il buono per andare a Mirabilandia due giorni, dormendo a Ravenna, è stato l’acquisto più sostanzioso che abbia fatto e anche il primo con LetsBonus (precedentemente avevo usato Groupon e Groupalia).

Precisamente le condizioni erano queste:

– Il prezzo (49€) è per persona in camera doppia.
– Acquisto minimo 2 ticket.
– Il prezzo include: 1 notte in camera doppia superior con prima colazione + 1 welcome drink + 1 biglietto per Mirabilandia valido per 3 giorni consecutivi.
– Supplemento bambini o terza persona da pagare in hotel (su disponibilità e richiesta).
– Disponibilità: tutti i giorni (date escluse nell’offerta online).
– Chiama per prenotare.
– Validità ticket: fino al 31 ottobre 2011.

Se non erro agosto era escluso dall’offerta, ma il periodo di sfruttabilità era pari all’intera stagione di Mirabilandia: da aprile al 31 ottobre.

L’albergo era l’Hotel Cube di Ravenna.

L’albergo è stato funzionale. All’esterno non è molto diverso dalle fabbriche circostanti. L’interno moderno e pretenzioso (del resto ha quattro stelle). La nostra camera aveva un ampio letto matrimoniale, tv (con alcuni canali sky), aria condizionata, bagno con vasca e phon. Inclusi nel prezzo c’erano un cocktail di benvenuto e la colazione. Il cocktail non siamo riusciti a prenderlo (siamo arrivati alle 11:00 di mattina … non ci stava molto…), ma la colazione era un ricco buffet.
In macchina si arrivava al parco in circa 20/30 minuti.
All’albergo non c’erano problemi di parcheggio, a Mirabilandia (che è una vera e propria località, segnalata come “Mirabilandia” anche dal navigatore satellitare!!!) invece abbiamo dovuto pagare 5€ al giorno.

a sinistra l'Hotel Cube visto da Google Maps

Paesaggio dalla nostra finestra

Il parco come è facile immaginare, è un’enorme macchina spillasoldi.
Noi avevamo già i biglietti, validi per tre giorni. In realtà mi sembra di capire che tutti i biglietti valgono per 3 giorni, o almeno due.
A loro conviene, dato che il guadagno non è fatto solo sul costo del biglietto, quanto sul resto dall’ambaradan:
– il parcheggio (5€ al giorno)
– cibi e bevande (mezzo litro d’acqua non si trova a meno di 1,50… del resto noi siamo abituati a Firenze – e poi, a ben guardare, tutti i numerosissimi bagni del parco avevano un paio di cannelle d’acqua potabile).
– alcune attrazioni specifiche a gettoni (tutti i videogame e quei giochi dove vinci un pupazzo colpendo un bersaglio, ma anche il privilegio di inzuppare gli altri avventori del parco con appositi cannoncini ad acqua).
– gli impermeabili (alcune attrazioni ti inzuppano pesantemente, tanto che vale la pena di portarsi il costume).
– le cabine asciugatrici (per il motivo sopradetto)… 5 minuti di vento caldo a 2€!
– i V pass che consentono prenotare il posto e saltare la fila pagando 15€ in più.
– le foto (6€ a foto o 15 per tre foto… es. la foto sulle montagne russe).

Oltretutto c’è un tranello: per entrare il secondo giorno non basta avere il biglietto con scritto che vale 2 (o 3) giorni. E’ necessario un braccialetto che va ritirato in un apposito stand nel parco… Lo stand apre solo a certi orari e se ci vai all’ora di chiusura rischi una fila di ore. Grazie al cielo avevamo chiesto informazioni per tempo e siamo andati a prendere i braccialetti quando lo stand era appena aperto, con poca fila. Probabilmente qualcuno esce senza prendere il braccialetto, o perché se ne scorda, o perché non ha tempo di fare tanta fila.

In ogni caso: noi ci siamo divertiti un sacco e grazie al gruppo d’acquisto non abbiamo speso troppo. Devo dire di essere felicissima di essere andata il venerdì… il sabato c’erano già code molto più lunghe!

Finalmente la notizia ufficiale:
discuterò la mia tesi “La fan fiction nella cultura convergente”, il 24 febbraio, alla facoltà di Scienze della Formazione (via Laura 48, Firenze). Dovrei essere la sesta.

Con soli 10 minuti di chiacchiere, le tesi non sono mai un grande spettacolo e certamente sarò tesissima, ma chi volesse venire può farlo 😉

Come assaggio riporto qua l’introduzione…

Introduzione
La fan fiction nella cultura convergente, il titolo che ho scelto, richiama esplicitamente Henry Jenkins, l’autore che ha maggiormente ispirato le mie riflessioni. Jenkins, che ha scritto, appunto, un testo intitolato Cultura Convergente, sottolinea come sia esploso un bisogno di raccontare, informare, sabotare, divertire attraverso nuove forme, fatte di immagine, suono, testo, relazione. Il mondo del marketing ha inizialmente tentato di prendere il controllo di questo fenomeno, ma ha incontrato forti resistenze da parte di quei “consumatori” che, trovandosi ad avere i mezzi più adatti, non sono più disposti ad essere passivi.
Il fenomeno delle fan fiction viene a collocarsi in questo scenario: gli appassionati di libri, film, fumetti, videogiochi decidono di ampliare gli orizzonti delle storie amate, delineando nuove chiavi di lettura e condividendo le proprie fantasie con altri fan.
I fan writer sono cresciuti notevolmente in numero negli ultimi anni, tuttavia sono ancora pochi quelli che conoscono veramente l’argomento e la letteratura in proposito non è abbondante né aggiornata.
Per prima cosa ho deciso di chiarire cos’è la fan fiction, portando un po’ di ordine nella frammentazione di informazioni reperibili in proposito. Successivamente mi sono chiesta quali fossero le motivazioni che spingono tante persone ad impegnarsi assiduamente in quest’attività che, per quanto sempre più spesso tollerata, risulta formalmente illegale. Infine, mi sono concentrata su quanto e come la scrittura e diffusione di fan fiction possa essere utile o, viceversa, dannosa per i detentori dei diritti di copyright e per la società nel suo complesso.
In particolare ho voluto far convergere il discorso sul rapporto tra case editrici italiane e i fan, scrittori o lettori di fan fiction.
Dato che la mia conoscenza dell’argomento era piuttosto superficiale, ho cominciato leggendo tutto ciò che mi capitava sull’argomento e iscrivendomi ai principali siti aggregatori di fan fiction. Ho fatto domande nei forum e trovato ampia disponibilità a fornire chiarimenti e suggerimenti.
Quando ho incontrato casi che mi sembravano più interessanti ho organizzato delle interviste, svolte, in stile web 2.0., una via cellulare, altre via email, una persino via msn.
Nel giudicare attendibili gli articoli consultati su web, mi sono basata sulla credibilità dell’autore o del curatore, nel caso di riviste online e wiki, spesso aca-fan cioè fan che riflettono sul mondo dei fan con l’ottica accademica, in quanto docenti o ricercatori. Talvolta ho considerato attendibili alcuni articoli in quanto citati da autori attendibili secondo il criterio precedente (Jenkins è stata una copiosa fonte di spunti anche da questo punto di vista).
Infine ho spesso citato gli stessi fan, allineandomi alla metodologia utilizzata nella maggior parte dei testi disponibili, ritenendo che, per certi aspetti, nessuno conosca la materia meglio di chi vive il fenomeno dall’interno da quattro, cinque, dieci e talvota anche più anni.

Il fenomeno si è rivelato di ampio, sfaccettato e radicato nel tempo: un interessantissimo territorio che il marketing editoriale ha appena cominciato a esplorare.

Ringraziamenti
Ringrazio il mio relatore per avermi proposto un argomento di tesi che non mi aspettavo, ma che mi ha molto appassionata.
Ringrazio Pamela Ruffo, lo staff di FanWorld, crimsontiforce, Biam, che si sono prestate alle mie interviste.
Poi tutti gli utenti di EFP che mi hanno dato i loro suggerimenti sul forum (MaxT, Riccardo MP, ReaderNotViewer, Kuno84, Arthurian maiden, KimmyTamer, Julia Weasley, Lirinuccia, Silen, Kagura92) o tramite email (Missy Fiji, Kaede Shirikawa, Kiki Corico).
Damonmary, fonte di ispirazione e di contatti.
Anna, Ilaria e Valentina che mi hanno aiutata sui dubbi di traduzione dall’inglese.
Infine tutte le persone con cui sono venuta a contatto durante lo stage presso Giunti Editore, che mi hanno permesso di dare uno sguardo ravvicinato al mondo dell’editoria in piena serenità.

(…e anche la mamma che si è letta tutto lo spappocchio alla ricerca dei refusi anche se ci capiva il giusto!)

 

[[Estrattino dalla mia tesi (pronta! ora manca l’ultimo sforzo)…]]

Il fan vid (o semplicemente vid) è un video musicale realizzato dai fan. Originariamente (a metà anni Settanta) si trattava di slide show di immagini statiche con un sottofondo musicale. Adesso si tratta spesso di collage di clip video adattati a una canzone in modo da raccontare qualcosa.

Ecco l’ultimo esempio che mi è arrivato sotto mano:

Qui vediamo una tipica fantasia slash (cioè in cui protagonisti maschili etero vivono trame amorose tra loro) Harry/Piton/Lupin raccontata attraverso un mix di immagini tratte dai film di HP con per sottofondo la canzone di Renato Zero “Il Triangolo No”.

Come collage di video, ne ho visti di migliori (montati in modo più credibile… del resto con Harry Potter era complicato dato il cambio notevole di fisionomia dell’attore protagonista attraverso i vari film), ma la canzone è divertente XD

La neve: non si scioglie, non spappeggia, non scivola, a malapena si sporca (ma solo sulle strade altamente trafficate). Era ovunque. In certi momenti il cielo era bianco, la neve era bianca e copriva tutto e, in sostanza, sembrava di stare in una palla bianca priva di confini e riferimenti O.o

Neve neve neve

Il cibo: di tedesco ho provato delle polpettone di patate ripiene di pane fritto e non mi sono piaciute molto, mentre il sughino abbinato era ok, poi gli spätzle fritti (…li preferisco non-fritti però), le ali di pollo al sugo con patate (che forse sono di origine americana, ma le mangiano anche lì e sono molto buone anche se un po’ rognose da mangiare), una bistecchina ai funghi con patate, la colazione salata con uova strapazzate con fughi e peperoni, i piccoli e deliziosi bratwurst nella versione tipica di Norimberga e, all’ultimo, grazie a airberlin e ad un ritardo pauroso dell’aereo (oltre 7 ore!), brazel con salsiccia.

Bistecchina e patate

Uova strapazzate per colazione

Spätzle

Brezel

Per il resto abbiamo mangiato calabrese, il ché vuol dire che abbiamo mangiato notevolmente bene XD
Degno di nota il rosotto coi gamberi del padrone di casa (un cuoco davvero eccellente!).

Risotto con gamberi

Un’ultima nota culinaria: i doner kebab che fanno in Germania non hanno nulla a che fare con quelli che fanno qui e sono incredibilmente BUONI!

Bere: la birra non mi piace, neanche quella tedesca doc. Il paese dov’ero (Dingolshausen) pare sia noto per il vino, ma la casa era ben fornita di vini toscani e così ho assaggiato solo il Feuerzangenbowle come alcolico locale… è una specie di vin brulé, ma rispetto a quelli che avevo assaggiato in Italia sa meno di chiodi di garofano e cannella e più di mela e arancio. Ricorda vagamente la sangria 😀
Scalda molto… in vari sensi…

Feuerzangenbowle

Discoteca: 4 sale con musica diversa (per quanto nessuna di mio gusto, ma va be’), ambienti relax, tutto enorme: SEI EURO, un euro se vuoi il guardaroba, 3€ la birra, 5 i cocktails. Cioè? qua, DOVE?

Piascina: ne vogliamo parlare?
– una piscina interna  grande + una piccola piscina interna per i bambini
– due piscine esterne riscaldate (40 e 30 gradi, una col cloro, una col sale) con gayser, correnti, getti d’acqua, idromassaggio .
– 4 tipi diversi di sauna
– toboga
Ingresso per tutta la giornata meno di CINQUE EURO (armadietto, docce calde e asciugacapelli compresi).

NE VOGLIAMO PARLARE???
HIDRON offre meno della metà a più del triplo…

Bowling: ok quello s’è pagucchiato 11€ a testa in 5, ma ci siamo divertiti.

Mmmm… per ora non mi vengono altre curiosità…