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Il grande entusiasmo iniziale si è affievolito con l’arrivo di impegni pressanti e così ho deciso di congelare i miei grani di kefir.

Per farlo ho seguito la procedura segnalata dal blog Yogurt di kefir, quindi ho messo due cucchiai di grani in un vasetto con un bicchiere e mezzo di latte e li ho congelati (viene consigliato di far congelare il tutto senza tappo e aggiungerlo dopo). Importante mettere la data di congelamento perché non durano per sempre (dice 6 mesi).

In realtà i frammenti che erano stati dati a me sembravano congelati senza latte e si sono ripresi alla grande, ma stavolta ho deciso di far così.

Vedremo se tra 6 mesi avrò voglia di ricominciare…

Kefir

Come farsi pagare per i contenuti digitali immessi in rete?
Spesso mi trovo a leggere di queste tematiche… per es. nell’articolo Are Voluntary Micropayments a Solution for Digital Content?

Non sapevo di sistemi come Flattr (svedese) Kachingle (americano) che facilitano i micropagamenti volontari per i contenuti più graditi.

Se ho capito bene ogni mese è possibile versare una cifra sul sito e a fine mese questa viene ripartita tra tutti i siti e contenuti che durante il mese l’utente ha segnalto come “graditi”. Qualcosa di un po’ più serio del diffusissimo “mi piace” nato su Facebook.

Pare che in Germania questo sistema funzioni abbastanza, soprattutto tra persone di forte cultura tecnologica e grazie alla sensibilizzazione fatta da un giornale di sinistra, Die Tageszeitung (TAZ).

In Italia non siamo molto avanzati tecnologicamente e non abbiamo la cultura di pagare qualcosa di extra rispetto ai prezzi fissi (penso all’abitudiene alle mance, che non fa assolutamente parte dell’italiano medio). Però l’abitudine di pagare qualcosa tramite internet si sta diffondendo. Nel mio caso personale è stato tutto grazie a Groupon e affini. Dove posso pagare con pay pal, ora che ho visto quanto è semplice, pago senza grandi problemi. Magari anche una piccola donazione… Però ancora non ho del tutto cambiato mentalità e pagare volontariamente per leggere un blog è qualcosa che comincio a prendere in considerazione, ma che non mi verrebbe spontanea…

Chi legge quel che scrivo ora conosce i sistemi di micropagamento e li usa?

 

In autunno il DiGe Group andrà in scena col Capitan Fracassa.
Ma cos’è questa storia? Perché tutti annuiscono quando dico Capitan Fracassa, ma poi – giustamente, per carità, mica è i Promessi Sposi – in realtà nessuno sa di che si parla.

Il Capitan Fracassa è un romanzo di cappa e spada di Théophile Gautier, pubblicato nella seconda metà del 1800 e ambientato nella Francia di Luigi XIII.

Il nostro spettacolo è un adattamento che fonde questo romanzo al film Il Viaggio di Capitan Fracassa (con Massimo Troise, sceneggiatura di Ettore Scola), prendendo più dal film che dal romanzo.

In ogni caso la storia tratta di un giovane barone decaduto, il barone di Sigognac, che si accoda ad una compagnia di attori di strada per raggiungere Parigi, dove spera che il Re lo reintegri nei suoi beni in nome del fatto che il padre del barone salvò il padre del re durante un assedio.

Durante il viaggio, tuttavia, il barone si troverà a sostituire un personaggio, il Capitan Matamoro, che, per accidente, diventerà il Capitan Fracassa, si appassionerà al teatro, si innamorerà e tutto il resto (dovete venire a vederci!)…

Lo spettacolo gioca sulla confusione vita/rappresentazione e… Speriamo venga bene!

Io comunque sono “la timida Isabella” 🙂

La neve: non si scioglie, non spappeggia, non scivola, a malapena si sporca (ma solo sulle strade altamente trafficate). Era ovunque. In certi momenti il cielo era bianco, la neve era bianca e copriva tutto e, in sostanza, sembrava di stare in una palla bianca priva di confini e riferimenti O.o

Neve neve neve

Il cibo: di tedesco ho provato delle polpettone di patate ripiene di pane fritto e non mi sono piaciute molto, mentre il sughino abbinato era ok, poi gli spätzle fritti (…li preferisco non-fritti però), le ali di pollo al sugo con patate (che forse sono di origine americana, ma le mangiano anche lì e sono molto buone anche se un po’ rognose da mangiare), una bistecchina ai funghi con patate, la colazione salata con uova strapazzate con fughi e peperoni, i piccoli e deliziosi bratwurst nella versione tipica di Norimberga e, all’ultimo, grazie a airberlin e ad un ritardo pauroso dell’aereo (oltre 7 ore!), brazel con salsiccia.

Bistecchina e patate

Uova strapazzate per colazione

Spätzle

Brezel

Per il resto abbiamo mangiato calabrese, il ché vuol dire che abbiamo mangiato notevolmente bene XD
Degno di nota il rosotto coi gamberi del padrone di casa (un cuoco davvero eccellente!).

Risotto con gamberi

Un’ultima nota culinaria: i doner kebab che fanno in Germania non hanno nulla a che fare con quelli che fanno qui e sono incredibilmente BUONI!

Bere: la birra non mi piace, neanche quella tedesca doc. Il paese dov’ero (Dingolshausen) pare sia noto per il vino, ma la casa era ben fornita di vini toscani e così ho assaggiato solo il Feuerzangenbowle come alcolico locale… è una specie di vin brulé, ma rispetto a quelli che avevo assaggiato in Italia sa meno di chiodi di garofano e cannella e più di mela e arancio. Ricorda vagamente la sangria 😀
Scalda molto… in vari sensi…

Feuerzangenbowle

Discoteca: 4 sale con musica diversa (per quanto nessuna di mio gusto, ma va be’), ambienti relax, tutto enorme: SEI EURO, un euro se vuoi il guardaroba, 3€ la birra, 5 i cocktails. Cioè? qua, DOVE?

Piascina: ne vogliamo parlare?
– una piscina interna  grande + una piccola piscina interna per i bambini
– due piscine esterne riscaldate (40 e 30 gradi, una col cloro, una col sale) con gayser, correnti, getti d’acqua, idromassaggio .
– 4 tipi diversi di sauna
– toboga
Ingresso per tutta la giornata meno di CINQUE EURO (armadietto, docce calde e asciugacapelli compresi).

NE VOGLIAMO PARLARE???
HIDRON offre meno della metà a più del triplo…

Bowling: ok quello s’è pagucchiato 11€ a testa in 5, ma ci siamo divertiti.

Mmmm… per ora non mi vengono altre curiosità…

 

 




NESSUNO TOCCHI I BLOG

Auguri 2009

Ho aperto un blog-sito per il gruppo teatrale di cui faccio parte.
Approfitto per testare le possibilità offerte dai blog per qualcosa si veramente utile. Mi raccomando, visitatelo 😀 (e venite anche a vederci!!!).

Il Dige Group

Sto sklerando. Detesto fare gli acquisti on-line. Mi piace vedere il prodotto, comprarlo e averlo subito per le mani.
Purtroppo non ho trovato ancora un negozio che stampi photobook a prezzi ragionevoli a Firenze, così l’ho ordinato su www.ilmiolibro.it.

La spedizione, tramite SDA, doveva metterci 24h per l’Italia, 48 per l’Europa. SDA permette seguire il percorso dei propri pacchi, così so che l’ordine fatto il 26 Agosto (mercoledì) è partito il 31 Settembre (lunedì) da Roma, indi per cui avrebbe dovuto essere da me l’1, massimo il 2. Il 2 ho controllato lo stato della spedizione e arg arg ho trovato che l’indirizzo gli risultava errato. Peccato che l’indirizzo, riportato nella pagina stessa, fosse corretto! Infatti presto è tornato “in consegna” ma è finito bloccato da “cause di forza maggiore” il 2. Preoccupata ho telefonato all’assistenza e mi è stato assicurato che il pacco sarebbe arrivato il 3. Il 3 non è arrivato, anzi, si è traformato in “consegne particolari” e poi è finito in “giacenza”. Richiamo. Una operatrice cortese manda un fax per risolvere la situazione, dicendo che così il pacco sarebbe arrivato l’indomani. L’indomani era un venerdì e il pacco non è arrivato. Sono rimasta tutto il fine settimana con la promessa digitale di “consegna domani o prossimo giorno lavorativo”. Frattanto, visto che avevo scritto alcune email prima di telefonare, mi arrivano le risposte. Entrambe garantiscono la consegna per il 7 settembre. Anche il tracciamento stamani rassicurava per una “consegna in mattinata”. Ma la mattinata è passata ed ora hanno deciso che c’era la “chiusura settimanale”.

Ma all’SDA non lo sanno quando c’è la chiusura settimanale???
E poi stanno chiusi sabato, domenica e lunedì?

E dire che le spese di spedizione erano state il mio maggior cruccio visto che andavano a raddoppiare il costo dell’oggetto ordinato. Circa 7 euro per spedire un oggetto di pochi grammi da Roma a Firenze un 8 giorni (con la speranza che domani il pacco, al fine pervenga)… troppi.
Peccato che i furbini si mettano subito al riparo e nelle note in piccolo specifichino che non garantiscono i tempi di consegna. Si limitano a dire che generalmente bastano 24/48 ore. Che colpa ne hanno se nel mezzo c’è l’invasione degli Unni, uno Tsunami o un’epidemia di peste (queste immagino le cause di forza maggiore)?

Tutto ciò casca proprio male perché sono preoccupata anche per la resa dell’album stesso dato che il sito, dopo l’acquisto, mostra un’anteprima diversa da quella che mostrava prima dell’acquisto e taglia via un bel pezzo di ogni pagina. Mi aspettavo di dover protestare per questo (adesso più che mai spero di avere una sopresa positiva), non credevo di passare una settimana a litigare per ricevere il mio ordine.

SDA

Su Fb tutti hanno un’enormità di amici e la bacheca non riesce a fare giustizia di tutte le notizie a disposizione.
Quando si vuol mettere sott’occhio ad una certa persona qualcosa c’è l’uso di taggarla, anche se in quel “qualcosa” non compare né si parla di lui. Un metodo invadente ma altri non ne ho trovati a meno di non rinunciare a quest’uso dei tag come esca e prendere atto che quella nota o quella foto la vedranno in pochi.

Però se qualcuno viene taggato quel contenuto finisce anche nel suo profilo e crea disordine. Allora?
Non conosco un’etichetta ufficiale di facebook ma io commento, se voglio, e poi mi staggo, il che riduce, in parte, anche l’alluvione di notifiche su come gli altri taggati hanno commentato “una foto con te”.
Quando sono io che taggo (pensando sempre alle persone che potrebbero essere almeno un minimo interessate!) dopo un po’ tolgo tutti i tag. Beh… se me ne ricordo!

Sono ancora alla ricerca della soluzione migliore!
Ps. sono molto contrariata. Mesi fa ho impostato Fb in modo da non essere segnalata nei motori di ricerca eppure compaio ancoraaaa! L’aggiornamento è davvero lento!

Yeah! Che emozione! per la prima volta ho personalizzato l’header di un blog da sola!

Non che sia difficile… basta spippolare un po’, ma, semplicemente, non l’avevo ancora fatto.Tabellina per inserire l'header

E poi ho creato un blog per quegli scalmanati dei miei genitori che si sono messi ad organizzare cene di beneficenza con stacchetti musical-style. In attesa di un sito coi controfiocchi, mi par più che decoroso! (soddisfatta ^____^).

www.cantering.wordpress.com