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Dopo la tesi ho un po’ trascurato le avventure nel magico mondo delle fan ficton e ogni volta che torno su EFP trovo qualche interessante novità.

…per esempio il concorso di scrittura che si è recentemente concluso e che porterà alla pubblicazione di una raccolta di storie legate da un filo comune (definito dagli utenti di EFP stessi).

Come prevedibile, certamente per ragioni di copyright, le storie in concorso devono appartenere tutte alla categoria “originali”, cioè non devono essere fan ficton: non devono “rubare” personaggi a storie famose.

Tutte le informazioni sul concorso si trovano su un’apposita pagina di UR editore (“you are Editore”). La casa editrice dichiara:

Per la prima volta in assoluto, pubblicheremo un libro pensato e creato dai ragazzi per i propri coetanei e amici. Storie originali, nate da una passione genuina che non ascoltano le regole di mercato, bensì la voglia di leggere“.

 

 

In autunno il DiGe Group andrà in scena col Capitan Fracassa.
Ma cos’è questa storia? Perché tutti annuiscono quando dico Capitan Fracassa, ma poi – giustamente, per carità, mica è i Promessi Sposi – in realtà nessuno sa di che si parla.

Il Capitan Fracassa è un romanzo di cappa e spada di Théophile Gautier, pubblicato nella seconda metà del 1800 e ambientato nella Francia di Luigi XIII.

Il nostro spettacolo è un adattamento che fonde questo romanzo al film Il Viaggio di Capitan Fracassa (con Massimo Troise, sceneggiatura di Ettore Scola), prendendo più dal film che dal romanzo.

In ogni caso la storia tratta di un giovane barone decaduto, il barone di Sigognac, che si accoda ad una compagnia di attori di strada per raggiungere Parigi, dove spera che il Re lo reintegri nei suoi beni in nome del fatto che il padre del barone salvò il padre del re durante un assedio.

Durante il viaggio, tuttavia, il barone si troverà a sostituire un personaggio, il Capitan Matamoro, che, per accidente, diventerà il Capitan Fracassa, si appassionerà al teatro, si innamorerà e tutto il resto (dovete venire a vederci!)…

Lo spettacolo gioca sulla confusione vita/rappresentazione e… Speriamo venga bene!

Io comunque sono “la timida Isabella” 🙂