Riporto per intero un articolo che Erika, la webministress di EFP ha pubblicato su Facebook.
Non solo sposo l’appello, ma trovo la discussione un interessante sviluppo delle problematiche che ho analizzato nella tesi.

Rischi concreti di problemi e censura, anche per i siti di fanfiction, per delibera AGCOM di prossima approvazione

pubblicata da EFP :: il tuo sito di fanfiction! (ufficiale) il giorno lunedì 27 giugno 2011 alle ore 16.32

Premessa: la fanfiction esiste in violazione del diritto d’autore e di copyright dei legittimi detentori di questi diritti, coloro che creano gli anime, manga, film, libri, videogiochi e quant’altro su cui scrivete fanfiction.

Il problema in sintesi: il 6 Luglio si delibererà sulla protezione del diritto d’autore. Il diritto d’autore in Italia si viene a creare nello stesso momento in cui si crea un’opera, senza firme o depositi di bollini. Chiunque ritenga violato un proprio diritto d’autore potrà rivolgersi all’AGCOM, l’Autorità Garante per le Comunicazioni, che a sua discrezione – senza l’intervento di un tribunale – potrà ordinare la rimozione del contenuto in violazione dei diritti, pena sanzioni di legge.

I punti salienti e importanti sono due:

– la mancanza di un tribunale nel processo che porta alla rimozione dei contenuti. Per contestare un eventuale provvedimento dell’AGCOM ci si potrà sempre rivolgere all’autorità giudiziaria. Coi tempi e i costi della giustizia italiana.

– la delibera parla in generale di diritti d’autore. Potete leggere su Wikipedia l’estensione di ciò che è coperto da diritto d’autore in Italia (http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore_italiano#I_diritti_dell.27autore).

EFP prevede già nel suo disclaimer questo: “I detentori dei diritti di copyright sfruttati nelle fan fiction possono richiedere l’immediata cessazione dell’utilizzo del loro materiale, con una segnalazione adeguatamente supportata da inoltrare ad EFP.”

E’ giusto così: tutti coloro che si sono espressi contro la stesura di fanfiction sulle loro opere sono presenti in una lista del regolamento del sito. Se un autore di libri o di qualsiasi altra opera non vuole che si scrivano fanfiction sulla sua opera, lo si deve rispettare. Sarebbe contro la legge e i principi di correttezza non farlo.

Ma chi sono i potenziali ‘detentori di diritti d’autore’? L’intero pianeta del web, non solo i detentori dei diritti di copyright.

Ci si potrebbe rivolgere all’AGCOM persino per plagio, per fare un unico esempio estremo.

Il problema è che la delibera è così vaga – parlando in generale di diritto d’autore – che non esclude la fattispecie; quando una disposizione non esclude qualcosa, di fatto la permette.

Queste sono considerazioni che sto traendo dopo aver letto personalmente la delibera, che trovate a questo indirizzo: http://www.agcom.it/default.aspx?message=visualizzadocument&DocID=5415. Il paragrafo d’interesse è il 3.5 (provvedimenti a tutela del diritto d’autore).

Questa situazione tuttavia è ripresa in questi giorni da numerosi articoli di blog e giornali, tra cui questo articolo de ‘La Stampa’ che è più chiaro sul processo che intende mettere in atto la delibera dell’AGCOM.

“In sintesi, secondo la delibera Agcom se il titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito (senza distinzione tra portali, banche dati, siti privati, blog, a scopo di lucro o meno) può chiederne la rimozione al gestore. Che, «se la richiesta apparisse fondata», avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per adempiere. Cinque giorni per il contraddittorio. Se ciò non dovesse avvenire, il richiedente potrebbe, secondo la delibera ancora in bozza, rivolgersi all’Authority che «effettuerebbe una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni», comunicandone l’avvio al gestore del sito o del servizio di hosting. E in caso di esito negativo, l’Agcom potrebbe disporre la rimozione dei contenuti. Per i siti esteri, «in casi estremi e previo contraddittorio», è prevista «l’inibizione del nome del sito web», prosegue l’allegato B della delibera, «analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia».”

L’articolo parla di contenuti audiovisivi, poiché la delibera è pensata per colpire soprattutto video e file musicali. Di fatto tuttavia è chiara nel parlare solo di ‘diritti d’autore’ generici in molti punti, tra cui quello intitolato ‘adozione del provvedimento di ordine alla rimozione’ e nello stesso titolo del paragrafo della delibera: ‘Provvedimenti a tutela del diritto d’autore.’

L’AGCOM ha poteri enormi. La delibera parla di momenti di verifica in contradditorio con le parti in relazione alla violazione segnalata, ma la decisione finale è sempre dell’AGCOM (secondo una disposizione che si direbbe ispirata a quanto succede negli Stati Uniti, dove però – a leggere la stessa delibera – in casi di contenzioso interviene un giudice).

L’AGCOM può scavalcare un webmaster e dare ordini di rimozione direttamente a chi offre il servizio (piattaforma di blog per esempio o provider come Aruba). Ha anche il potere – nel caso il server del sito web si trovi all’estero – di bloccarne la visione in toto. Sono provvedimenti che vengono indicati nella delibera, per quanto in casi estremi, previo contradditorio e quindi dopo aver tentato un primo contatto con il webmaster.

Cosa sia estremo e in quale momento si esaurisca la necessità di contradditorio sono cose che l’AGCOM si sta riservando di scegliere da sola con questa delibera.

La strada per l’inferno è costellata di buone intenzioni.”

Permettetemi questo detto per chiarire che questa mia non è in alcun modo una presa di posizione politica che vede il ‘male’ nei principi che ispirano il provvedimento. Non sono contraria all’AGCOM in quanto ente e comprendo che ci sia una necessità di regolamentare il panorama internet italiano, dove vi sono casi di violazione di diritto d’autore e copyright che portano a ingiustizie che ad ora trovano una soluzione lenta e difficile.

Il web italiano è un Far West non regolamentato, lo dicono in molti. Questa tuttavia è una delibera – delibera, neppure una legge del parlamento – che sembra dimostrare di conoscere poco il web e tutte le insidie che la stessa delibera andrebbe a creare. Nel migliore dei casi, pur con l’AGCOM intenzionata a non agire in maniera punitiva, la mole di lavoro a cui sarebbe sottoposta potrebbe portarla a decidere in maniera poco accurata in molti casi, avendo essa promesso tempi rapidi per la risoluzione degli stessi.

Per concludere e in estrema sintesi, mi sembra che in tema di diritto d’autore l’AGCOM si stia dando il potere di diventare webmaster della rete italiana, che sia questa la sua intenzione o meno.

Vi invito quindi a firmare le petizioni che chiedono che la delibera sia rinviata e adeguatamente rivista.

http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

Agcom: non censurare internet!

Vi invito inoltre a condividere il link sopracitato su Facebook il più possibile.

Riporto sotto una serie di link sull’argomento che potrebbero aiutarvi ad informarvi ulteriormente, anche in contradditorio.

Se avete altri link da segnalarmi, fatelo nei commenti.

Grazie infinite dell’attenzione prestatami per questo lungo articolo.

Erika, webmistress di EFP

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