Eva Jucci è una fan attiva da più di 10 anni nel panorama delle fan fiction e una delle autrici finite nell’antologia “Parla come Navighi. Antologia della web letteratura italiana” a cura di Mario Gerosa.

(Gerosa, Mario. Parla come navighi : antologia della webletteratura italiana. Piombino (Livorno): Il foglio, 2010.  )

Il racconto si intitola Coni per la Restaurazione D’ni e si trova ancora su EFP.

Ho raccolto l’intervista via chat e non l’ho rielaborata molto in quanto mi sembra pienamente coerente col tema di studio lo stile informale della chat…

Le prime risposte sono più tecniche, ma il racconto che parte al punto 14 è piuttosto divertente perciò consiglio la lettura anche ai non-addetti-ai-lavori

Intervista a Eva Jucci

– Cominciamo: Se possibile dimmi qualcosa su di te…

Mi chiamo Eva, 25 anni, di Milano. Online solitamente sono crimsontriforce.

Ho frequentato il Liceo scientifico, poi triennale in mediazione linguistica e ora sto completando a Trieste la specialistica in interpretazione di conferenza, inglese/tedesco (+ bulgaro a muzzo).

– Da quanto tempo scrivi fan fiction?

Le primissime risalgono al 2003. Poi c’è stato un periodo di pausa in favore di altri sbocchi creativi (fanart, cosplay, fan craft[1] vari… le ho girate tutte) e mi ci sono rimessa dal tardo 2006, iniziando a frequentare più stabilmente le community di scrittura.

Quando ho inviato le mie prime opere (prima la pubblicazione non era automatica) già le leggevo, quindi sapevo più o meno come e cosa si pubblicava. Mi sono tenuta per me le prime schifezze e raggiunto un livello di decenza minimo le ho proposte ad Erika[2] e alle mie amiche che gestivano i fan site delle serie su cui scrivevo.

Nelle prime community non si potevano pubblicare storie senza passare dal moderatore. La selezione era forte?

In realtà no, la maggior parte dei siti pubblicava tutto o quasi (almeno a giudicare da certe schifezze… e ricordo che la mia amica mi disse di aver rifiutato qualcosa che era a malapena scritto in italiano). Però il semplice fatto di dover passare per un webmaster scoraggiava molti e spingeva a tenere nel cassetto gli esperimenti meno riusciti.

– Quali community hai frequentato?

I fansite con anche un’area fanfiction erano http://www.thelostwoods.net e il defunto www.zeldart.net. EFP, Fanworld, fanfic_italia, Anonima Autori come archivi multifandom.

S.o.a.P. come archivio tematico (su Final Fantasy), fanfic100, it100, 1frase e True Colors, su iobloggo, come fonti di challenge.

– Fonti di challange? Sono siti specializzati in concorsi?

Non concorsi, semplicemente sfide. Propongono tabelle da completare o temi da svolgere entro una certa scadenza… come un concorso, ma senza classifica.

Ad esempio, fanfic100 propone una tabella con 100 temi da usare per 100 fanfic su uno specifico personaggio/coppia/serie. Su queste community si pubblicano solo le storie partecipanti.

– Sembra divertente. Sono in molti a prendere parte a queste sfide?

Parecchi, sì! è un aspetto che in Italia si è diffuso con LiveJournal, la prima italiana è stata la storica True Colors, su iobloggo. Qualche esempio: http://community.livejournal.com/fanfic100_ita

http://community.livejournal.com/1frase/

– Perché Live Journal è tanto usato per i fandom?

Non è dedicata al fandom, ma di certo torna comoda. LJ nasce tanto tempo fa come piattaforma di blog e dà due possibilità: blog personale o community, cioè una pagina strutturata esattamente come un blog ma in cui possono postare tutti gli iscritti con i loro account personali.

La grafica di LJ è senza fronzoli e il sistema di tag molto pratico, inoltre un link interno a LJ è fatto come un ‘cut’ del post stesso, rinforzando l’impressione di un’unica grande piattaforma collegata.

L’utilità per il fandom è molteplice: ho il mio blog; ci scrivo una fanfiction; con lo stesso account la posso cross-postare alla community tematica che riunisce fanfic, fanart, cosplay e discussioni di ogni tipo; ogni notifica di commenti può arrivarmi per mail.

Un fan che la legga può trovarmi simpatico e aggiungermi agli amici o anche solo finire sul mio journal e, tramite i miei tag relativi a quel fandom, trovare tutto quello che ho da dire in merito; la pagina dei miei amici mi permette di tenere tutto facilmente sotto controllo (e può raccogliere anche i feed esterni).

E’ scomodissimo per avere una visione d’insieme, ma ideale quando ci sei già dentro e per saltare da una pagina all’altra.

In realtà tutto questo non varrebbe un accidenti se non fosse per il fatto che, per qualche motivo storico a me ignoto, l’utenza di LJ di solito non include gli scrittori alle prime armi, quelli totalmente negati e quelli più petulanti e fissati col feedback, creando un’atmosfera generalmente molto rilassata.

– Coss postare sembra una cosa interessante… le community tematiche sono una sorta di collage di post?

Esatto! Ad esempio: http://community.livejournal.com/professorlayton/ Oppure: http://community.livejournal.com/myst_library/

Ovviamente i fandom piccoli (come nei miei esempi) hanno una sola community e tanta grazia,

quelli grandi ne hanno molte, distinte per opinioni dominanti o per tipologia di post accettati (alcune fanno solo da notiziari e non accettano fanwork, ad esempio).

– Per entrare in questo genere di community c’è una sorta di selezione o basta essere iscritti a Live Journal?

Bisogna essere iscritti per postare, ma la piattaforma permette i commenti anonimi (i singoli utenti/comm li possono ovviamente disabilitare). Molte comm accettano tutti gli iscritti, alcune sono più snob e richiedono almeno un post di presentazione o altro.

Non so se possa esserci una moderazione degli iscritti prima di venir accettati, io non l’ho mai trovata. Può sicuramente esserci una moderazione dei post.

– Qual è la community in cui ti sei trovata meglio?

Direi myst_library perché sono più devota al mio fandom principale di un vecchio rottweiler… Fra quelli di fanfiction, sicuramente fanfic_italia. La gente non ha voglia di far casini, quindi i casini non avvengono. Le admin sono presenti, lassiste, simpatiche e inventano sempre iniziative meravigliose! http://community.livejournal.com/fanfic_italia/362652.html

– Come sarebbe (o è) la tua community ideale?

Allora… direi un sito autonomo, non legato a una piattaforma.

Non moderato in entrata, ma ovviamente con moderatori pronti a intervenire per qualunque rogna.

Regolamento stringato, senza troppi “se” e “ma”, e molto permissivo.

Un buon sistema di tag[3] che permetta di navigare bene nelle sezioni più affollate (quelle deserte non ne hanno bisogno: il povero fan legge tutto quel che passa il convento!^^; ) e una guida esaustiva per invitare gli utenti a inserire fra parentesi quadre nell’introduzione tutto quello che le tag non coprono.

Il regolamento permissivo rientra nel concetto di archivio unitario. Da lettrice, odio la frammentazione degli archivi. Se cerco fanfiction su, boh, Okami, vorrei dover cercare in un posto solo, non in quattro.

Sarebbe meglio se ci fosse un unico sito grande.

Poi la pluralità di internet è meravigliosa e va benissimo che a questo si affianchino gli archivi personali, quelli tematici, quelli di iniziative ecc ecc. Ma per me la base irrinunciabile resta l’archivione – EFP per noi, fanfiction.net per gli americani.

– Per te scrivere una fan fiction su una storia famosa è un modo di omaggiarla, criticarla, completarla o altro?

Omaggiarla e completarla!

Capisco chi scrive con un piglio critico, ma non è la mia strada: se trovo qualche spunto interessante in delle grandi ciofeche, lo prendo per me e lo rielaboro con calma in altre storie originali. Quello che mi piace fare è esplorare le storie che il canone non ha avuto modo di trattare.

E’ giusto che i personaggi secondari ricevano un’attenzione… secondaria, o che dei protagonisti non si dica di che colore hanno il pigiama, ma come fan posso espandere questi aspetti senza dover rientrare nelle logiche di un’opera singola e completa. In sintesi… amo la libertà che la fanfic mi dà nei confronti dell’opera originale intesa come inizio-svolgimento-fine, ma non è una libertà assoluta, m’interessa solo scrivere di cose che c’entrino da vicino col canone, ecco.

– Rispetto alla possibilità di leggere commenti o fare commenti… discutere le opere nelle community, che ne pensi? Mai cambiato qualcosa in seguito ad un suggerimento? O scritto una storia via via online e deciso il finale sulla base dei feedback?

Mai pubblicato senza aver già scritto la fine, quindi no XD

Cambiato piccole sviste in seguito a commenti che me le hanno fatte notare, ovviamente.

Credo che la critica costruttiva possa servire molto, anche quella pesante (e ne ho avuto conferma… fortunatamente non sulla mia pelle), ma non tanto sulla storia criticata… A parte le piccolezze, mi sembra difficile poter rimettere mano a un disastro per rimetterlo in piedi.

Però se l’autore capisce cosa non funzionava può evitare lo stesso errore in futuro!

– Commenti spesso tu gli altri?

Gli italiani sì. I fandom italiani di cui faccio parte sono quelli che amorevolmente vengono definiti ‘sfigafandom’ (cioè quelli che non si fila nessuno). Se salta fuori una fanfic nuova ogni due mesi è già tanto. Ho tutto il tempo di rifletterci su. I fandom anglosassoni sono molto più ricchi e tendo a saltabeccare de un link all’altro, sbronzandomi di fan fiction…

– Puoi raccontarmi l’avventura di Coni[4]? Come sei stata contattata? Come siete riusciti ad ottenere il consenso della Cyan Wolds?

I coni. I coni! Beh… tutto iniziò da una mail di Erika che mi comunicava che il signor Gerosa mi aveva selezionata per una cosa e di aspettarmi una sua mail.

Mail prontamente fagocitata dall’antispam di gmail, quindi quando Gerosa mi ha scritto io sono ben caduta dal pero.

Comunque!

Solite cose: ha chiesto se acconsentivo, specificando che non era previsto compenso per gli autori, bla bla. Io ho risposto abbastanza letteralmente “Si prenda tutti i coni che vuole XD” e morta lì.

Per il momento non ne seppi più nulla. Un mese dopo Gerosa mi manda un modulo da compilare in cui ripetere formalmente quello che mi aveva chiesto per mail la prima volta… e garantire la paternità intellettuale dell’opera.

E no, diamine, è una fanfiction, che accidenti garantisco io? Non sono miei i diritti!

Mi contatta un’altra dei tre selezionati, colta dallo stesso dubbio.

Io non me la sento di compilare, ovviamente, e riporto il tutto a Cyan[5].

So che loro sono molto elastici con i loro diritti, purché le opere amatoriali rispettino il canone nella sua interezza… quindi spiego di cosa tratta la fanfic.

Però resta il fatto che sarebbe un uso tutt’altro che “non commerciale”, com’è concesso di solito[6].

E loro non rispondono nulla per un mese e passa. Però bisogna dire che il giorno dopo la mia mail è stato, a sorpresa per tutta la community, il giorno della riapertura del loro gioco online, si aspettavano 200 iscritti e gliene sono arrivati 3000, quindi avevano anche altro da fare che star dietro ai miei coni…

Dopo un mese stava per scadere il modulo, se non l’avessi compilato sarei stata fuori dal progetto. Ho riscritto a Cyan mettendomi in ginocchio sui ceci e spiegando l’urgenza della cosa e anche per messaggio privato al responsabile di community Cyan, che è un po’ il mio modello (“quando divento grande voglio diventare come lui”)…

Poi frattempo Gerosa ha parlato con un avvocato che gli ha consigliato di lasciar perdere la parte sulle fanfiction appunto per la questione dei diritti (MA DAI? GIURA? GRAZIE, CAPITAN OVVIO!) e ce l’ha comunicato, ma io avevo già scritto… e qualche giorno dopo a Cyan hanno acconsentito per questo caso specifico.

Perché sono dei tesori. Era anche il giorno del mio compleanno… XD

– Cosa ti hanno scritto?

Ecco l’email (da RAWA):

Sorry for the delay but I wasn’t exactly certain how to handle the fact that this is going in a publication “for sale” which is against our policy generally speaking. However I don’t see an issue with this particular work as described in your email. Thank you for checking with us. Following are the terms of the FCA…

[Mi dispiace per il ritardo ma non ero certo di come gestire il fatto che si tratti di una pubblicazione “a scopo di lucro”, che è, in generale, contro la nostra politica. Comunque non vedo un problema in questo caso in particolare per come l’hai descritto nella tua e-mail. Grazie per esserti confrontata noi. Di seguito sono riportati i termini della FCA … trad. mia]

Quello cui si riferisce è la loro Fan Created Arts’ Licence, qui descritta: http://cyanworlds.com/legal/guidelines.php

Sono entusiasta. Onestamente, da fan, per me conta più aver avuto una risposta loro di una pubblicazione su carta stampata!

– Mi pare di averti chiesto tutto, tranne se hai pubblicato su carta altre cose…

Ni: ho scritto i testi di due fumetti monotavola del mio ragazzo, aspirante fumettista, che hanno recentemente vinto la pubblicazione.

Per il resto niente di mio, penso che se mai finirò il mio progetto original lo sottoporrò a delle case editrici ma boh, essere pubblicata non è il mio sogno. Poi è un fantasy senza magie, senza storie d’amore e senza combattimenti, vendibilità sottozero, quindi XD Me lo tengo per me!

Papà invece ha pubblicato un romanzo presso Castelvecchi!

– Figlia d’arte allora 😉 a questo punto dimmi che romanzo…

“16 giorni[7]”!

– Andrò a bracare. Ho finito, grazie mille!


[1] Mi ha spiegato Eva che fancraft, sta ad indicare tutta la produzione ad opera dei fan, di oggetti dedicati ai fandom (figurine scolpite, lavori all’uncinetto, torte, magliette, portachiavi, cuscini, di tutto un po’).  Si differenzia da fanart, che va ad indicare unicamente i disegni e fanworks che, invece, indica tutto, fan fiction, fan art, fan craft, fan video…

[2] Erika è la webministress di EFP, il maggior archivio italiano di fan fiction.

[3] I tag altrove vengono chiamati “avvertimenti”. Permettono di farsi un’idea di cosa si andrà a leggere (il genere, ma anche la lunghezza perché, ricorda Eva “Capita che uno abbia voglia di leggere solo storie di una determinata lunghezza”).

[4] Il racconto che è stato selezionato per Parla come navighi : antologia della webletteratura italiana.

[5] Spiega Eva “Cyan è una software house, sono i creatori di Myst. Attualmente il co-creatore Rand Miller è CEO, l’altro co-creatore, suo fratello, se n’è andato, Tony Fryman fa da presidente, portinaio e rispondi-mail e RAWA da mastino della continuity. Cari, loro. ❤ Ahem…”

[6] La permissività della Cyan nei confronti di opere senza scopo di lucro è ufficiale. Un esempio segnalato da Eva si trova su http://www.ilathid.com/legal.php

[7] http://www.castelvecchieditore.com/catalog/title/?cmd=ext&title_id=668&subclass=

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