In armonia col nostro modo di lavorare “sperimentale”, ho scritto questo testo su una base musicale già completa (opera di Gianluca, che è anche una delle voci del gruppo), che mi è stata inviata per email come video di un cellulare.
Ho ascoltato la base in modo ossessivo per qualche giorno, finché non ho trovato quale tema e filo mi suggeriva.

MA IO CI SARO’

C’è una domanda nei tuoi occhi
Ma risposte non avrai

Nel cuore senti un grande vuoto
Non c’è una logica, lo sai

E tanta voglia di scappare
Ma no, no, no, …no non si può

Adesso pensi che sia finita
Ma io a me, ti stringerò

RIT.
Ma io ci sarò
Noi ricomporremo i pezzi insieme

Non ti lascerò
Asciugheremo le lacrime sparse

Non ti perderò
Appoggiati a me per sempre

Non dirmi di no
Troveremo un’uscita, io lo so

.

Tu ti sei persa in un abisso
E uscirne più non vuoi

Nella tristezza ti sei stretta
Ma arrenderti non puoi

Nel tuo dolore mi allontani
Ma no, no, no… io resterò

C’è una luce in fondo al buio
Ed io a te la mostrerò

RIT.

Ti terrò
Stretta a me

Ci sarò
Io per te

Ti insegnerò
A resistere…

Tu non sei
Più sola

RIT.

So che sembra una canzone d’amore: un “lui” che cerca di riscuotere dalla depressione la donna di cui è innamorato.
In realtà voleva essere una canzone d’amore in senso più lato: volevo che potesse trattarsi di due fratelli o due sorelle o amici o… un padre/madre e una figlia/o. Se la lingua italiana l’avesse reso più semplice avrei lasciato indeterminato il “genere” dei personaggi. Invece mi è riuscito solo per la voce cantante (se notate). In ogni caso, una volta che sarà interpretata, forzatamente la voce sarà o maschile o femminile…

Olivia

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