Visto che tutti dicono la loro, dirò anche io la mia.
A prescindere dalla problematica politica (che non voglio sminuire, ma non mi senti di affrontare) mi stupisco che il paese sia diviso. Io non ho dubbi.

Non riesco a pensarla diversamente: Eluana si è liberata (se già non era libera da molto molto tempo, cosa che le auguro).
Martire? Perché è morta? Poveretta. Sicuramente non se la stava spassando. Però non credo proprio che se ne stesse in coma per affermare una qualche causa e, guarda un po’ i maledetti, mentre lei portava avanti la sua silenziosa protesta per affermare (indubbiamente ;°__°) il diritto alla vita, zac, l’hanno accoppata.

L’hanno UCCISA. Ué.
Doveva essere viva per poterla uccidere.
Ma come era viva?
Viva come una pianta o viva come una persona?
Cioè: cosciente o no?

Se ho capito bene questa cosa al 200% non si può dimostrare.
Ma, tanto più.

Se era viva come una pianta tanto vale che sia morta.
Se invece sotto sotto era ancora incosciente… ARG! ARG! ARG!

Neanche ci posso pensare! 17 anni senza poter neanche controllare il battito delle palpebre?
MA SIAMO MATTI???

Avrei una certa difficoltà ad augurarlo al mio peggior nemico.

Non è che uno debba legalizzare l’eutanasia facile. Ma una “quarantana” di 17 anni mi sembra sufficiente.

Questo. Il caso Welby. Casi diversi, ma che mi sembrano talmente chiari!

Una condanna alla vita può essere molto più crudele di una condanna a morte.
Ad eccezione di alcuni paesi particolarmente barbari, la pena di morte viene applicata il più rapidamente possibile: secondi, minuti… ore?
Qui si parla di decenni. Decenni.

Annunci