Leggendo i commenti ad un post del blog del prof (ancora sui social networks) mi viene in mente di riflettere sui blog e sul perché “nessuno li legge”.

Oramai queste riflessioni mi sembrano ovvie, ma tra quei commenti notavo ancora la delusione di qualcuno per il fatto che la maggior parte dei blog sono destinati a rimanere a ‘commenti 0″.

Lessi una volta che internet dà a tutti l’occasione di esprimersi, ma non garantisce affatto quella di essere ascoltati.

Troppo ovvio. Basta avere 6 o 7 amici che tengono blog per cominciare a sentire una certa fatica nel tenerli sempre d’occhio e commentarli.

Io ho una bella lista di blog a cui dò un’occhiata veloce. Da quando c’è il corso di comunicazione on-line la lista si è drammaticamente allungata. L’occhiata è diventata ancora più veloce.

Non è cattiva volontà, ma istinto di sopravvivenza 😉 Non possiamo passare la giornata a leggere blog.

Quindi: selezione!

Per parlare… i miei criteri di scelta:

– i post sono scritti in modo particolarmente divertente e  sono ragionevolmente brevi, magari corredati di immagini.
– se commento il blogger mi risponde (in modo simpatico).

=> può darsi che legga tale blog continuativamente per molto molto tempo e che lo commenti pure, come è successo col blog della Marmotta, a cui faccio pubblicità sempre volentieri ^__^

– gli argomenti trattati mi interessano => lo leggerò di tanto in tanto.
– si tratta di un blog autobiografico di una persona che conosco => se scritto in modo agile e cita eventi a cui ho pertecipato probabilmente leggerò e commenterò spesso assai.

Per la mia esperienza di blogger (che ha compiuto il suo terzo anno, per quanto a balzelli) direi che i miei criteri non devono essere molto dissimili da quelli degli altri.

Coinvolgere i conoscenti della vita reale è la via più facile per avere lettori. Il prezzo? Io ho causato un bel po’ di incidenti diplomatici… tanto da dire BASTA d’ora in poi solo post disinfettati: parlo di libri, fumetti, “cose”, “fatti”, ma non persone. Ma non era più divertente e pochissimi mi leggevano. E la soluzione non l’ho ancora trovata. Forse non ho la vocazione per tenere un blog. E ce ne sono già taaaaaaantiiiiiiii…

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