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Tutte le cose sono semplici dopo che le si è capite. Mi sono arrovellata per giorni e quel che mi mancava era solo un clic… il clic di invio.

Perciò, come far fare ad un google doc un calcolo al nostro posto?
Prendiamo il caso della MEDIA.

Abbiamo una colonna con le attività, una con gli URL ed una, l’unica significativa in questo caso, con i voti.

Scegliamo una casella dove mettere la media e selezioniamola cliccandoci.

immagine-13

Poi andiamo sul questo strano simbolo (un sigma maiuscolo):

sigma
Cliccandoci sopra vedremo apparire un menu a tendina con le voci: SUM, AVERAGE, COUNT…

Le formule

Le formule

La MEDIA sarebbe l’AVERAGE. Selezionando questa voce nel menu vedremo apparire nella casella selezionata una formula =AVERAGE(…

Andiamo adesso sulla colonna dei voti. Clicchiamo sulla prima voce e manteniamo la pressione sul mouse mentre tiriamo la selezione verso il basso, molte e molte righe più giù (in modo da non dover ritornare sulla formula ogni volta che aggiungerò una riga di informazioni).

Esempio di formula sulla media

Esempio di formula sulla media

Ed ecco quel che mancava a me: a questo punto PREMETE INVIO. Così facendo la formula si chiude e nella casella vi apparirà il risultato. Provate ad aggiungere un voto e la casella si aggiornerà automaticamente.

Se non premete “invio” ogni successivo clik che farete modificherà la formula ed il risultato non arriverà mai.

La stessa procedura vale per le altre formule. ^__^

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Una giornata intensa.

Oggi, col gruppo con cui recito da anni avevamo la prima di uno spettacolo e debuttavamo nientemeno che alla Pergola.
S’intende, la mattina. Non un’orario prestigioso. Ma il posto fa sempre sensazione. Ha un retroscena che è quasi come la platea. Fa impressione vederlo del tutto senza scene. Poi, quando c’è uno spettacolo, calano i fondali e darappi neri dalla graticcia, e ricavano uno spazio ragionevole…. e dietro si potrebbe giocare a calcio. Sarà che il nostro palco-base, quello su cui recitiamo da anni, a Tavarnuzze, non ha quasi nessuno spazio dietro! Per passare da un’ingresso all’altro bisogna scivolare lungo il muro…

Bello bello. Ma che tensione!
Questo spettacolo era stato funestato da ogni genere di inconveniente. Prima il testo era completamente un altro e al’ultimo l’autore ha ritirato il permesso di rappresentarlo. Cosi ci siamo trovati coi tempi più che stretti. Poi i finanziamenti (che venivano dalla Regione Toscana, perché lo spettacolo si collocava nella Festa della Toscana, trattando il tema del lavoro) sono stati improvvisamente dimezzati, così non potevano più essere realizzate le scenografie e i costumi come erano stati previsti.
Meno male che la compagnia esiste da anni ed ha un buon magazzino e poi ci appoggia l’Accademia di Belle Arti…

Però, per risparmare, le scene, realizzate all’Accademia (che è in piazza San Marco, vicina alla Pergola) non sono state portate a Tavatown per poi essere riportate in città. Così le abbiamo viste praticamente oggi. …del resto, tallonati dai tempi, non avevamo fatto neppure una prova in costume.

Quindi, con un testo scritto in 3 giorni (Metello è un romanzo, non una piece teatrale), montato in due mesi, con costumi arrangiati e scene mai viste… bella strizza!

Oltretutto avevamo 8 classi delle medie a vederci e due di un’università americana. Non il pubblico più facile.

E invece è andato tutto bene.

Ci siamo divertiti.

Hanno pure fatto la diretta a Radio Rosa (dove lavora un ragazzo che recitava con noi)… ganzo ^_^

Un’atra esperienza splendida…

Metello alla Pergola

Metello alla Pergola

Ho caricato nuovamente il file OPML del prof. (a proposito, il link sul suo sito al momento non funziona, ma se entrate nella wiki e fate una ricerca locale con la parola OPML lo trovate).
Non ho trovato  tutti i blog della lista che copio da comunikattivi… Mi mancano quelli senza freccia. Se potete, dalle opzioni dei vostri account mettete tutti la possissibilità di scaricare l’RSS… Non so bene da cosa dipenda, se dall’account o dal template o dai tool. Senza però non posso mettervi nel reader…

> GIOVANNI ROSSI – http://lostincinemas.wordpress.com

> LARIA MONTAGNI – http://ilariabu.wordpress.com

FRANCESCA SCHIAROLI – http://francyschiaro.blogspot.com

> OLIVIA GUARDI – https://colleramole.wordpress.com

> FRANCESCA PARRINI (nb, il link è cambiato)- http://francesca85.wordpress.com/

> MANUELA CARNEVALE – http://manuelacarnevale.wordpress.com

> FRANCESCO VALLERINI – http://vallero.wordpress.com

> ELISA MASI – http://cicciput86.wordpress.com

> ANDREA NARDI – http://scattlebrain.blogspot.com/

ALICE GAZZARENI – http://ilmondodialice.wordpress.com

ALESSANDRO PENNINI – http://alepenna.wordpress.com

ALESSANDRA AMERINI – http://pulpnews.wordpress.com

ALESSANDRA DENARO – http://shanniesfancy.wordpress.com

GIULIA SERENI – http://juliaellis.wordpress.com

MARCO BEIN – http://marcobein.wordpress.com

RACHELE CAPONI – http://www.pantareiarte.blogspot.com/

RINO GRECO – http://rinogreco.wordpress.com

SIMONA GROSSI LANDI – http://smona22.wordpress.com

VALERIA BOLDINI – http://lavalesogna.blogspot.com/

MARTINA COLZI – http://martimarti.wordpress.com/

MARIA MARGARET SCARLINO – http://mmargy85.wordpress.com

Flickr è un social network dedicato alla condivisione di fotografie.

Perché sceglierlo per condividere le proprie foto di feste ed eventi tra amici?
– è gratis
– è facile
– consente alta risoluzione (quindi chi scarica le foto potrà poi stamparle in modo decente)
– consente di decidere chi può accedere alle foto e chi no
– l’interfaccia è carina

Crearsi un account è gratuito e consente di caricare 200 foto (un tot di megabite al mese).
Oltre le 200 foto potete ancora caricare quante foto volete, solo che via via le prime diventeranno inaccessibili (non vengono cancellate. Potrete rivederle passando all’account a pagamento – che ha un costo molto ragionevole).

L’account gratuito permette inoltre di creare tre “set”, album tematici.

Le foto possono essere caricate a risoluzione piena il che rende Flicker un mezzo ottimo per condividere le foto di un certo evento con gli amici. Questi, infatti, potranno vederle, sceglierle, scaricarle e stamparle.

COME SI FA?

Andate su http://www.flickr.com/. Il pulsante “crea il tuo account” è molto evidente in alto a destra. Vi chiederà di creare un account yahoo o di eseguire il login, se lo avete. Create l’account (gratis) e loggatevi.

Vi consiglio caldamente di scaricare il Flickr Uploader che vi viene proposto, anche se sarebbe possibile caricare le foto direttamente dal computer. Con l’uploader è molto più facile e veloce e dalle preferenze potrete decidere se e quanto ridimensionare interi gruppi di immagini.

flicker uploader icona

uploader

Un’altra cosa che potete decidere è se le foto saranno pubbliche o private o visibili solo per amici e familiari.
Che vuol dire?
Le foto pubbliche cono disponibili a tutti gli utenti del web.
Quelle per amici e familiari sono disponibili per gli utenti di flicker che decidete di segnalare come tali (devono, perciò, avere un account) e per coloro a cui manderete un apposito link.
Quelle private sono disponibili solo per coloro a cui manderete un apposito link.

Per creare questo misterioso link però dovete creare un set.

E’ FACILE.

C’è il menù ORGANIZZA. Cliccateci, senza preoccuparvi della freccettina. Vedrete questo:

organizer

Selezionate la seconda linguetta “set e raccolte”. Poi vedrete in alto a sinistra la scritta “Crea una nuova raccolta o un nuovo set”. Cliccate sulla parola “set”. Poi trascinate le anteprime delle foto che volete dove c’è l’eloquente scritta “Trascina qui gli elementi…”

Date al set un nome, una descrizione e salvate.

Poi tornate al vostro album principale… “il tuo album”, in alto a destra.

Vedrete il set sulla destra. Cliccateci.

un set

Un set aperto

In alto a destra vedete le voci “slideshow” e “condividi”. Scegliete “condividi”.

immagine-101

Scegliete la modalità che preferite e spedite il link (o “Pass Ospite”) solo alle persone che volete che vedano le foto… per esempio gli altri presenti all’evento.

Ovviamente vi risparmiate un sacco di fatica se le vostre foto sono pubbliche (basterà inviare ai vostri amici il link della pagina, senza creare set o passare da “condividi”).

Però, magari, non volete che tutti tutti tutti vedano quelle foto. Magari avete una reputazione da rispettare e le vostre foto mentre ballate sui tavoli preferite mostrarle solo agli amici che quella sera ballavano sul tavolo con voi. Oppure tra i vostri soggetti ce n’è uno che NON VUOLE ASSOLUTAMENTE vedersi su internet (la sua volontà va assolutamente rispettata!).

Questo è un modo per aggirare il problema. L’effetto è lo stesso (+o-) che passarsi le foto su cd o penna usb, ma per farlo con quei mezzi è necessario vedersi… cosa non sempre possibile in tempi brevi.

Se non volete pagare (sono poco più di 10€ all’anno) avrete solo 3 set: potrete crearli, diffondere il Pass, aspettare che i vostri amici abbiano scaricato le foto… poi li cancellate e ne create di nuovi.

Così, se visitate il mio album http://www.flickr.com/photos/10087008@N07/ vedrete foto più o meno serie, foto che raffigurano paesaggi, animali, cose, personaggi pubblici o me stessa (ultimamente però sgarro e pubblico anche foto di amici). Non vedrete le foto della cena di ieri coi miei neo amici del corso di laurea… a meno che non abbiate ricevuto il link apposito.

Se non vi piace Flickr ci sarebbe anche Picasa, legato a Google, che offre un servizio simile. Ma l’interfaccia mi piace meno…

Giovedì 20 novembre 2008 (alias, ieri sera), si è tenuta alla pizzeria ZeroZero a Firenze la prima cena degli studenti della nuova mandata del corso di laurea magistrale in Teorie della Comunicazione.

La cosa è impressionante se si considera che le lezioni sono incominciate il 13 ottobre e c’è stata di mezzo l’occupazione e qualche lezione è saltata.

E’ impressionante, dico, che alla fine fossimo in venti. Venti è TANTO! Eravamo quasi tutti quelli che frequentano di solito O.o

E’ vero che, essendo un numero ragionevole (e non più di 300 come a certi corsi, della mia triennale, Media e Giornalismo) ci conosciamo meglio, ma è passato solo un mese… E beh… chi si sia avvicinato casulamente al nostro tavolo avrà sentito ricorrere frasi tipo “scusa, ma tu com’è che ti chiamavi?” “Ma tu sei Giorgio o Giacomo?”.

Un altro fenomeno che mi ha sconvolto: c’era chi veniva da arezzo, chi da prato, chi da chissàdove. Qualcuno arrivava alla stazione col treno e poi doveva essere raccolto. Gruppi diversi da diversi punti di partenza con mezzi diversi. Avevamo fissato alle 22. E SIAMO ENTRATI ALLE 22.15. ???!!! PUNTUALI???!!!
(dev’essere stato un caso. Proprio non me la spiego altrimenti).

Esperienza carina, da ripetere. Credo sia importante e bello che cominciamo a concepirci come un gruppo perché dovremo lavorare molto insieme.

La pizzeria, molto fashion, ma di qualità medio-bassa. Usa la formula “pizzone”. Poche pizze enormi da dividersi tra tutti invece che pizze standard per ognuno. Una formula che mi piace particolarmente, ma che fanno con risultati molto migliori dall’altro capo della città, vicino al Sashall, all’Orto del Cigno.
Quanto al prezzo non è stato particolarmente basso (25€). Ma bisogna dire che non siamo certo rimasti di fame. Poi c’erano vino, birra, qualche dessert, qualche caffé e 4 o 5 ammazzacaffè.

Il posto aveva un’importanza secondaria, ovviamente. E poi è stato divertente visitare il famoso bagno (poco usabile, ma affascinante ;°__°).

Dopo cena gli altri hanno proseguito la serata in un pub, ma il pensiero di dover lavorare stamani mi ha portata a raggiungere celermente il mio lettuccio (diamine… se non dormo 8 ore sono intontita… UFFA!).

Non so che hanno combinato, ma alla lezione di oggi, sebbene fosse nel pomeriggio, di quelli della cena eravamo 4 o 5…

Foto della cena

(Segnalerò sul nostro furum il link per vedere le foto che ho scattato)

Non è un post… è una specie di annuncio: se siete di teorie della comunicazione e volete aggiungermi ai contatti di facebook… volentieri! (cercate Olivia Guardi, non ce ne sono altre).

Però scrivetemi che siete di Teorie della Comunicazione perché rischio di non riconoscervi dal nome e quindi di non accettarvi (cerco di mantenere un minimo di controllo sui miei contatti… almeno sapere perché sono miei contatti!).

Olivia

Occupandomi di Grafica Digitale mi trovo a fare un grande uso del pdf. in quanto è il miglior modo per mostrare agli altri un file esattamente come l’ho creato anche se non hanno gli stessi programmi che uso io.
Immagino che alcuni di voi, avendo interessi diversi dalla grafica, possano addirittura non sapere cosa siano Photoshop, Illustrator ed Indesign (dell’Adobe), figuriamoci averli! Così non potreste leggere i miei file .psd .ai .indd. Potrei mandarveli come immagini jpg o gif ma spesso la risoluzione non sarebbe adeguata allo scopo (in particolare se si tratta di una stampa a colori).

Ma se aveste i miei stessi programmi? Il pdf potrebbe essere ugualmente necessario per aggirare uno dei problemi maggiori dei grafici (almeno a mio avviso): i font. Ogni utente visualizza solo i font che ha nel computer. Tutti hanno il Times, l’Arial, il Verdana e pochi altri. Qualsiasi font particolare io usassi, verrebbe “tradotto” automaticamente con un altro, senza alcun rispetto delle accurate scelte visive…

Pensate a quanta differenza c’è tra un Anarchistic (per prendere un font molto particolare, trovato sul web) e un Times New Roman!

Anarchistic

Anarchistic

Times New Roman

Times New Roman

Invece il pdf ‘congela’ tutto e lo vedete come voglio io ^__^
Se poi volete modificare il file POTETE (salvo che io non l’abbia bloccato), ma è necessario che abbiate sia il programma con cui l’ho creato che il font!

E’ un po’ che ho voglia di scrivere qualcosa su Facebook. Ed in questo poco tempo parlarne è diventato ‘banale’. Credo che siamo tutti un po’ frastornati dal boom che ha avuto luogo in pochi mesi.

Io ho creato l’account verso luglio. Facebook faceva già parlare di sé ma non così tanto come adesso.
Pur dando fondo alla memoria di una vita, ero riuscita a rintracciare appena 5-6 persone conosciute. Adesso credo di avere tra gli ‘amici’ un buon 70% delle persone che conosco (più 5 o 6 contatti di persone che non ho mai incontrato).

Non credo serva a nessuno una lunga dissertazione su cos’è facebook (ne caso potete fare quello che ho fatto io, scorrere la wikipedia o la pagina del corso relativa ai social network).

Facebook è un social network e quindi è pensato per creare una rete di contatti.
La descrizione che ne do basandomi sull’esperienza è quella di un insieme di schede personali più o meno approfondite.

Ecco quel che potrei dire a qualcuno che mi chiedesse consiglio se iscriversi o meno: perché no?

Certo però che rischia di prendere la mano ed ai pro si accostano i contro.

Il problema principala è la privacy.
Facebook è naturamente portato a ‘violarla’ perché nasce proprio per condividere informazioni su di sé (o, se non nasce per questo, lo fa comunque).

C’è chi fornisce un nome falso ma questo (parere mio) infrange la principale regola del gioco… che è quella di rintracciare e lasciarsi rintracciare.

E’ possibile non mettere una foto nel profilo (o metterci un avatar), ma il meccanismo dei tag nelle foto (per tanti aspetti simpaticissimo) tende a vanificare il tentativo di nascodere la propria immagine (se un amico carica una foto ‘con te’ e segnala che sei in quella foto, tale foto compare automaticamente anche nel tuo profilo e sarà visibile anche ai tuoi amici).

E’ difficile, per quanto non del tutto impossibile, stabilire diversi livelli di informazione per i diversi gruppi di amici. Fare qualcosa di nascosto, con centinaia di fbf, diventa piuttosto rischioso! Le fughe di notizie sono più che in agguato! Es. dico a qualcuno “stasera ho la febbre, non esco” per uscire con qualcun altro… e se l’altra persona il giorno dopo mi scrive in bacheca “che sbronza s’è presa ieri!”?

Poi ci sono gli incidenti diplomatici da evitare: “non avevo nessuna voglia di aggiungere LEI tra i miei amici, ma se non l’avessi fatto si sarebbe notato e sarei passato male”. Una volta che qualcuno è tra i tuoi fbf non è facile NON averne notizia. Ma immaginate la situazione di avere tra i contatti un recente ex, per il quale si soffre ancora, ed assistere agli aggiornamenti della sua frase personale mentre è in pieno idillio con una nuova persona?

D’altra parte è bello avere sempre un filo che ti collega a tutte le persone che conosci. Serve a ricordarti che esistono. Per la maggior parte del tempo ci si limita a sapere qualche brandello di quelle centinaia di vite che appena ci sfiorano, ma poi arriva il momento in cui il fatto di essere virtualmente connessi porta a vedersi davvero… feste, eventi e richieste di aiuto.

I Gruppi e gli Eventi sono gli strumenti che amo di più in Facebook. Purtroppo vengono usati un po’ a casaccio, specie i Gruppi (iscrivetevi e scoprete quanti fantastilioni di gruppi molto più che inutili sono stati creati!).

Mi ripropongo di scrivere prossimamente ancora qualche considerazione e fornire ai neofiti qualche consiglio per superare i problemi che ho incontrato io. Ovviamente su web c’è già tutto, ma lo fornirò nella mia personalissima ottica.

Noi del corso di Teorie non abbiamo fatto in tempo a conoscerci bene. Qualcuno ha continuato a seguire le lezioni, ma non tutti, ed avevamo cominciato da pochissimo. Personalmente avevo racconto pochi contatti.

Condivido la mia piccola lista di link. Comunicare tra noi è il minimo, visto quello che studiamo ^__^ :

LA PAGINA UFFICIALE DEL CORSO

IL BLOG DEL PROF.

LA WIKI DEL CORSO

IL FACEBOOK GROUP

IL BLOG DEGLI STUDENTI

IL FORUM DEGLI STUDENTI

Ringrazio i ragazzi che hanno messo su Comunikattivi.

Olivia

YES!!! Finalmente ho verificato di essere stata iscritta nel mitologico file OPML del prof.!
Sinceramente credevo che sarebbe stato più semplice. Invece dovrò applicarmici di più.
Adesso vedo gli RSS di un mare di gente che non conosco e questo fa parte del gioco, ma… devo capire perché li vedo tutti DOPPI. Fino ad ora avevo sempre scaricato gli RSS nella posta, ma seguivo solo 3 blog.

Bene bene. Io nei blog vado a ruota libera. Magari più avanti scriverò qualche post sensato. Per ora premetto che questo blog qui nasce per il corso di Tecnologie della Comunicazione on-line che seguo alla Magistrale di Teorie della Comunicazione. Visto che un gran numero di persone appertenenti a corsi diversi ha avuto la stessa lista di blog io mi identifico: SONO DEL CORSO DI TEORIE DELLA COMUNICAZIONE. E mi chiamo Olivia Guardi.